Tutela infortunistica nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS- CoV-2) in occasione di lavoro

Tutela infortunistica nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS- CoV-2) in occasione di lavoro

08 maggio 2020

Se un lavoratore, durante l’attività lavorativa, dovesse  contrarre l’infezione da coronavirus, l’evento va gestito come infortunio, con obbligo di denuncia di infortunio entro le 48 ore.

Pertanto se in occasione del lavoro,  un dipendente si dovesse ammalare di SARS-COV-2 le aziende sono tenunte all'invio della denuncia di infortunio entro le 48 ore.

 Gli eventi epidemiologici (malaria-brucellosi ecc) sono sempre stati gestiti dall’ INAIL in quanto la causa virulenta è equiparata a quella violenta, la previsione quindi di gestire il contagio Covid come infortunio è in linea con il TU 1124/1965.

Il lavoratore (malato) verrà trattato dagli organi competenti in base alle disposizioni in vigore, sarà sottoposto alle cure del caso ed il medico redigerà il certificato di infortunio che verrà inviato telematicamente all’inail, copia del certificato di infortunio dovrà essere consegnata al datore di lavoro che lo invierà allo studio, noi ci occuperemo della relativa denuncia nei tempi previsti.

Per evitare eventuali responsabilità  penali (reato di lesione art. 590 cp e omicidio per colpa grave art 589 cp)  del datore di lavoro, sul luogo di lavoro vanno poste in essere tutte le misure necessarie per limitare il contagio applicando scrupolosamente i protocolli sicurezza e le informative ai dipendenti.

Il direttore della Sede Inail Lucibello è stato rassicurante in tema di accertamento di responsabilità del datore di lavoro, ma la previsione di uno scudo penale la dovrà determinare lo Stato.

 

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